Torre in terra cruda a Negenoord, Belgio

Torre in terra cruda a Negenoord, Belgio

Una postazione per osservare l’ambiente naturale realizzata su terreno alluvionale: la prima opera in terra cruda del Benelux. Progetto di De Gouden Liniaal Architecten

Maasvalley Riverpark: un parco naturale esteso su 2500 ettari, sulle rive del fiume Maas, tra Belgio e Olanda. Vi si estraeva ghiaia, ora è trasformato in riserva naturale dove i visitatori possono avvicinare e conoscere l’ambiente reso alla sua condizione naturale. La torre, eretta nel 2016, serve da postazione per osservare l’ampio scenario della vallata, ed è concepita per resistere anche alle alluvioni che avvengono di solito nei mesi invernali.

È stata eretta usando materiali estratti in situ: terra, ghiaia, argilla. I muri esterni sono in terra battuta, all’interno una scala in cemento collega i tre livelli dai quali ci si può affacciare all’intorno. La forma triangolare è stata suggerita dalla necessità di offrire ai visitatori diverse prospettive sul panorama circostante.

I muri in terra battuta sono stati realizzati sovrapponendo strati di 15 centimetri di argilla mescolata a terra e ghiaia, compressa poi sino a raggiungere i 12 centimetri di spessore: essi costituiscono la struttura portante dell’edificio e la protezione esterna dello stesso. Si tratta del primo edificio in terra cruda mai realizzato nella regione di Belgio e Olanda. La scelta di adottare l’antichissima tecnologia della terra battuta anche in questa regione dove spesso avvengono inondazioni, deriva dal desiderio di seguire le più avanzate linee costruttive di carattere bioarchitettonico. Si prevede che questo esempio sarà seguito anche da altri edifici del Benelux (Belgio Olanda e Lussemburgo).

La costruzione di questo primo edificio in terra cruda del Benelux ha richiesto sette settimane. Ogni settimana sono stati compressi circa 20 metri cubi di terra, argilla e ghiaia. L’altezza totale dell’edificio è di 11 metri.

Torre di Osservazione

Sito: Negenoord, Dilsen-Stokkem, Belgio

Progetto architettonico: De Gouden Liniaal Architecten

Foto: Filip Dujardin (courtesy De Gouden Liniaal Architecten)

Calcoli strutturali: Util Struktuurstudies

Consulenza per la terra battuta: Craterre/Vessière&Cie/BC Studies

Anno di realizzazione. 2016

La scala interna. Si apprezza la differenza tra la parte interna in cemento, grigia e rigida, e il muro esterno in terra cruda, che protegge l’ambiente interno e offre facciate di variegata cromia.

Commento:

La tecnica della terra battuta realizzata in situ è quella più antica. Presenta tutti i vantaggi della terra cruda, ma richiede l’uso di casseformi per il getto degli strati che si sovrappongono e una particolare abilità nel miscelare i componenti gettati in opera. Per quest’opera sono stati appositamente addestrati alcuni operai dall’agenzia governativo preposta. Il materiale è stato composto con 20% di ghiaia, 40% di terra color ocra, 40% argilla, il tutto stabilizzato con calce e cenere vulcanica. Il fatto che l’edificio in terra cruda sia stato realizzato in una zona soggetta a periodiche alluvioni dimostra quanto questa tecnologia, oltre a essere ecologica, sia in grado di resistere alle avversità.

Per motivi economici e di precisione costruttiva, per l’edilizia privata è preferibile ricorrere a blocchi prefabbricati in argilla cruda: il materiale è selezionato, la loro consistenza è omogenea, la resa garantita dalla prefabbricazione in fabbrica.



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