Sindrome dell’edificio malato e inquinamento indoor

Sindrome dell’edificio malato e inquinamento indoor

Come sopravvivere all’aria nelle nostre case

Parte prima

Lo stile di vita della nostra società è basato sullo svolgimento di attività in ambienti chiusi (casa, lavoro, tempo libero). Come risulta da alcune indagini condotte a livello europeo, la popolazione dei centri urbani trascorre in media il 95-97% del tempo negli ambienti confinati privati e pubblici (oltre 20 ore al giorno, delle quali circa la metà nella propria abitazione – indoor-) e solo l’1% nell’ambiente esterno (outdoor).
A questo stile di vita è associata la manifestazione di molti disturbi della salute dovuti all’inquinamento dell’aria indoor.
Recenti studi di settore hanno confermato che, in presenza di fonti interne di questo genere di inquinamento e bassi livelli di ricircolo dell’aria, i livelli degli inquinanti riscontrabili negli ambienti indoor possono essere superiori rispetto a quelli rilevati all’esterno, talvolta anche 10-20 volte maggiori.
Normalmente gli occupanti degli edifici risultano esposti non a una singola sostanza ma a una miscela di sostanze inquinanti provenienti da sorgenti differenti. La conseguenza dell’Inquinamento indoor viene definito come la Sidrome dell’edificio malato.
Sindrome dell’edificio malato (Sick building syndrome – SBS)
La Sindrome dell’edificio malato (Sick building syndrome – SBS) indica un quadro sintomatologico ben definito, che si manifesta in un elevato numero di occupanti di edifici moderni o recentemente rinnovati, dotati di impianti di ventilazione meccanica e di condizionamento d’aria globale (senza immissione di aria fresca dall’esterno) e adibiti a uffici, scuole, ospedali, case per anziani, abitazioni civili.
I disturbi della salute non sono specifici ma possono insorgere dopo alcune ore di permanenza in un determinato edificio e si risolvono in genere rapidamente, nel corso di qualche ora o di qualche giorno (nel caso dei sintomi cutanei) dopo l’uscita dall’edificio.

Sintomi

I sintomi caratteristici della SBS includono mal di testa, stanchezza, letargia, irritazione degli occhi e della gola, congestione nasale, respiro corto, difficoltà di concentrazione, pelle secca, prurito ed eruzione cutanee. Tuttavia, altri sintomi sono stati descritti riconducibili alla stessa causa come nausea, vertigini, starnuti, sanguinamento nasale, senso di costrizione toracica, dolori articolari e alla schiena, tachicardia, disturbo del sonno, sensibilità all’odore. La SBS si manifesta prevalentemente sotto forma di letargia (stato di sonno patologico profondo ), irritazione delle mucose e mal di testa.
Sebbene i sintomi siano di modesta entità, i casi di SBS che si verificano in ambienti lavorativi possono diventare cronici e avere un costo pubblico sul Sistema Sanitario Nazionale più elevato di alcune gravi malattie per il conseguente significativo calo della produttività.

SBS e il risparmio energetico

Il concetto di SBS nasce alla metà degli anni ‘70 del secolo scorso, quando a causa della crisi energetica globale, al fine di risparmiare energia, sono cresciuti enormemente i processi di ricircolo dell’aria negli impianti di riscaldamento, di ventilazione e dell’aria condizionata. All’epoca attirò l’attenzione il dato che in alcuni edifici si registrava una più alta prevalenza di una sintomatologia peculiare rispetto alla popolazione generale. Infatti questi sistemi di ricircolo dell’aria, favorivano la proliferazione di agenti patogeni ed inquinanti.

Dal 1970 ad oggi non si può considerare la situazione migliorata.
Le nuove tipologie edilizie volte ad ottenere il massimo risparmio energetico tramite l’utilizzo di materiali sintetici e sistemi di climatizzazione controllata, trasformano sempre più gli edifici, nuovi o ristrutturati, in compartimenti a tenuta stagna. In questo modo all’interno degli ambienti sostano permanentemente sostanze inquinanti che l’ordinario ricambio d’aria naturale non riesce più ad eliminare con efficacia.
Per ovviare a questo problema si forniscono gli edifici di impianti di ventilazione meccanica controllata per purificare l’aria interna agli ambienti in cui viviamo. Questa tipologia di impianti, oltre a rendere gli edifici dipendenti dall’ennesimo sistema impiantistico, se non vengono correttamente mantenuti possono diventare essi stessi fonte di inquinamento indoor.
Che cos’è quindi l’inquinamento indoor e quali sono le principali fonti? Ne parleremo nel prossimo articolo.



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