Sindrome dell’edificio malato e inquinamento indoor IV

Sindrome dell’edificio malato e inquinamento indoor IV

Come sopravvivere all’aria nelle nostre case

Parte quarta

MATERIALI DA COSTRUZIONE E PRODOTTI PER LA PULIZIA

I materiali utilizzati per la costruzione e l’arredamento possono rappresentare una importante fonte di inquinamento indoor. Il problema delle emissioni perdura durante tutto il ciclo di vita utile dell’edificio. Subito dopo il completamento dell’edificio vi è il rischio di grandi quantità di COV dai materiali sintetici nuovi. Tale rischio diminuisce con il passare dei mesi, ma contemporaneamente inizia il degrado fisiologico dell’edificio e quindi il rilascio di altre sostanze pericolose, come l’amianto (ancora presente in ambito residenziale).

Photo by Bernard Hermant on Unsplash

Composti Organici Volatili (COV)

Appartengono a questa classe numerosi composti chimici tra cui il più diffuso e tossico è la formaldeide
Varie sono le sorgenti di inquinamento di Composti Organici Volatili (COV) nell’aria degli ambienti indoor:
gli “occupanti” attraverso la respirazione e la superficie corporea,
• i prodotti cosmetici o deodoranti,
• i dispositivi di riscaldamento,
• i materiali di pulizia e prodotti vari (es. colle, adesivi, solventi, vernici,),
• abiti trattati recentemente in lavanderie,
• il fumo di sigaretta
• strumenti di lavoro, quali stampanti e fotocopiatrici.
Elevate concentrazioni di COV sono riscontrabili, specialmente, nei periodi immediatamente successivi alla posa dei vari materiali o alla installazione degli arredi. Fa eccezione la formaldeide, che tende a presentare rilasci relativamente costanti per molti anni.

Effetti sulla salute

I COV possono essere causa di una vasta gamma di effetti che vanno dal disagio sensoriale fino a gravi alterazioni dello stato di salute; ad alte concentrazioni negli ambienti interni, possono causare effetti a carico di numerosi organi o apparati, in particolare a carico del sistema nervoso centrale.
Alcuni di essi sono riconosciuti cancerogeni per l’uomo (benzene) o per l’animale (tetracloruro di carbonio, cloroformio, tricloroetilene, tetracloroetilene). E’ stato ipotizzato che l’inquinamento indoor da COV possa costituire un rischio cancerogeno per i soggetti che trascorrono molto tempo in ambienti confinati, anche se l’insufficiente caratterizzazione di tale inquinamento rende queste valutazioni non ancora conclusive.
Misure per ridurre l’esposizione I livelli dei COV presenti negli ambienti interni si possono controllare effettuando un’accurata scelta dei materiali da costruzione e da arredo e dei prodotti utilizzati per la pulizia. I progettisti, gli architetti, nonché i responsabili della manutenzione, devono prediligere prodotti certificati, che rispettino il requisito igiene salute e ambiente e mantenersi aggiornati sulle nuove disponibilità. In particolare si raccomanda di:

• Ridurre al minimo l’uso di materiali contenenti COV (cosmetici, deodoranti, materiali di pulizia, colle, adesivi, solventi, vernici).
• Utilizzare, quando possibile, vernici a base di acqua.
• Utilizzare il meno possibile le colle per fissare la moquette al pavimento, eventualmente prendendo in considerazione soluzioni alternative.
• Ventilare adeguatamente i locali quando vi sono possibili sorgenti di VOC (materiali contenenti COV, abiti trattati recentemente in lavanderie, fumo di sigaretta, stampanti, fotocopiatrici) e durante e subito dopo la posa di materiali di costruzione e gli arredi (es. mobili, moquette, rivestimenti).

L’utilizzo di materiali bio edili, come l’argilla cruda e la canapa, non è soltanto una scelta etica ma è soprattutto una scelta improntata alla salubrità degli ambienti in cui viviamo. La nostra salute dipende anche  dai prodotti che scegliamo di inserire nelle nostre case. L’argilla cruda e la canapa sono materiali poveri,  sinceri, salubri. Non emettono COV.  Non necessitano di addizioni chimiche per svolgere al meglio il loro lavoro, e le loro composizioni materiche sono semplici, terra, acqua e fibre vegetali.

 



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