L’argilla cruda: un nuovo mondo

L’argilla cruda: un nuovo mondo

Il futuro è dell’economia circolare, non più di quella lineare.

La Conferenza sugli Oceani delle Nazioni Unite stima che per il 2050 il peso complessivo della plastica presente nei mari del mondo supererà quello della fauna ittica. Già oggi vi sono immagini drammatiche che mostrano isole galleggianti, estese su chilometri quadrati, composte da rifiuti plastici raccolti assieme dai flussi delle correnti. Progressivamente la plastica si sminuzza e viene ingerita dai pesci, attraverso i quali i suoi polimeri finiscono nei nostri piatti.

Spazzatura sulla spiaggia. (Nils Ally da Wikipedia)

È forse l’esempio più eclatante degli effetti dell’economia lineare: si produce, si consuma e si getta. Questo modello economico, oggi superato ma ancora operante sull’abbrivio dell’abitudine e dei processi industriali consolidati, in campo edilizio si è tradotto nell’uso prevalente del cemento armato. Un po’ come la plastica, il cemento, che deriva dalla miscela di materiali sminuzzati provenienti da cave, risulta difficilmente riutilizzabile. L’accresciuta sensibilità ambientale e la maggiore attenzione per la salute delle persone, suggerisce oggi di sostituire al modello “lineare” quello “circolare”. Questo si fonda sull’uso di materiali che possono essere riutilizzati, per fini simili a quelli primari o per altri usi, così da non finire nelle discariche e da non inquinare. Per esempio, il legno rientra nel concetto di economia circolare: una struttura in legno, quando sia non più usabile, può essere bruciata. In questo modo rende all’atmosfera l’anidride carbonica che l’albero, crescendo, aveva intrappolato e la cenere che resta è usabile come fertilizzante.

Le pietre squadrate con cui si costruiva nel Medio Evo rientravano in un’economia circolare: nella storia innumerevoli sono gli esempi di edifici le cui pietre sono state riusate per costruire altri fabbricati. Ma i blocchi di pietra hanno una dimensione data: possono essere ridotti, non aumentati di volume. Lo stesso avviene per i mattoni di argilla cotta: se sono mattoni pieni, e non sono rotti, possono essere riutilizzati. I mattoni forati invece, i più diffusi negli ultimi cinquant’anni, molto difficilmente possono essere riutilizzati: sono fragili e se si smantella un edificio, si rompono.

La fine della plastica e del cemento

Parete di argilla cruda

Parete di argilla cruda

Questo è uno dei motivi per i quali l’argilla cruda torna con forza a dominare nel mondo delle costruzioni: è l’unico materiale che può essere usato in continuazione. Usato e riusato. Sia i muri composti da terra battuta (rammed earth), sia quelli composti da blocchi prefabbricati di argilla cruda, sono immediatamente e totalmente riciclabili. L’argilla si può prendere, mescolare in acqua, e una volta essiccata nella forma desiderata, è sempre riutilizzabile. Sempre nuova, sempre eguale a se stessa.

Per questo gli edifici in blocchi di argilla cruda sono pienamente inseriti nel nuovo modello di economia circolare, più e meglio di qualunque altro materiale.



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