COS’È LA BIOEDILIZIA?

Bioedilizia significa  adattare le modalità di progettare, costruire e ristrutturare un edificio alle necessità dell’ambiente.
Limitare gli impatti negativi del costruire, per una vera sostenibilità.
Sostenere l’importanza della ricerca sulle fonti di energia rinnovabili.
Migliorare le prestazioni delle proprie abitazioni: nel comfort abitativo, nel risparmio e nel rispetto dell’ambiente.
Usare materiali naturali, riciclabili, sostenibili.
Salvaguardare l’ambiente e le persone che lo vivono.

CICLO DI VITA

Il ciclo di vita di un edificio comprende diverse fasi:

  • l’estrazione e il trasporto delle materie prime
  • la loro trasformazione in semilavorati o prodotti finiti e il loro trasporto nel cantiere per l’utilizzo
  • la costruzione del fabbricato
  • il periodo di utilizzo dell’edificio, con il funzionamento degli impianti e le manutenzioni dei componenti dell’edificio
  • la fine dell’utilizzo, con la dismissione che porta allo smontaggio dei componenti e al loro reimpiego o alla discarica

Un edificio consuma energia durante tutto il suo ciclo di vita, dal reperimento delle materie prime per la produzione dei materiali edilizi fino al momento della sua dismissione. La fase più critica è l’utilizzo dell’edificio: su un orizzonte di 50 anni, riscaldamento, climatizzazione estiva, illuminazione e produzione di acqua calda incidono per oltre il 90% sul consumo complessivo di energia dell’intero ciclo di vita. Considerando che l’aspetto gestionale di una costruzione edilizia influisce notevolmente sull’impatto che essa ha sull’ambiente e, quindi, sui costi diretti e indiretti, l’architettura sostenibile ha come obiettivo la progettazione di edifici in grado di risolvere l’eventuale divario tra la concezione estetico-formale e quella energetico-funzionale.

ECOBILANCIO

La valutazione degli impatti ambientali è definita ecobilancio. L’ecobilancio considera ciascuna fase del ciclo di vita e analizza le esternalità in spazi e tempi diversi: valuta nel tempo gli impatti che avvengono prima, durante e dopo l’esistenza dell’edificio stesso, ad es. con l’estrazione delle materie prime o quando si interviene con la manutenzione per estendere la durata dell’edificio; valuta nello spazio gli impatti generati in altri luoghi da quello dell’insediamento, ad esempio nei luoghi di prelievo o produzione dei materiali.

La metodologia LCA (vd. UNI 14040 Life Cycle Assessment) consente l’effettuazione di una valutazione ambientale di tipo quantitativo. Solitamente uno studio LCA viene effettuato su singoli prodotti, mentre è molto complesso (e per certi versi inutile) produrre un LCA di un edificio, poiché le variabili da calcolare sono molteplici e sono riferite a molti componenti con durate e prestazioni differenti tra loro.

ECONOMIA CIRCOLARE

Un sistema in cui i rifiuti di qualcuno possano diventare risorse per qualcun altro. Questo è il concetto su cui la Comunità Europea sta lavorando per abbattere una cifra importante: 600 milioni di tonnellate di materiali e prodotti che ogni anno vengono gettati come rifiuti, ma che potrebbero invece essere riutilizzati o riciclati.

Ecco perché si parla di Economia Circolare: un guadagno per i consumatori e per l’ambiente, un grande risparmio sulle risorse e ovviamente una drastica riduzione dei rifiuti. Si tratta di un’inversione di rotta importante, in cui:

  • alla strategia della”obsolescenza programmata” (che limita la durata di un prodotto nel tempo) si preferisce la qualità: un prodotto che dura può essere affittato, rivenduto per intero o riutilizzato in parte
  • le istituzioni devono iniziare ad offrire i servizi necessari e a sviluppare tecnologie adeguate perché ciò possa avvenire

E’ una grande sfida quella dell’Economia Circolare, che toccherebbe abitudini e interessi radicati e che per funzionare deve rappresentare una convenienza per tutti. Per cominciare, la Commissione Europea ha promosso un piano d’azione comune a tutti gli Stati che preveda entro il 2030:

  • il riciclaggio del 65% dei rifiuti urbani
  • il riciclaggio del 75% dei rifiuti da imballaggio (vetro, carta, platica e legno)
  • lo smaltimento dei rifiuti in discarica non superiore al 10% del totale
  • in assenza di alternative, la propensione al recupero del contenuto energetico attraverso la termovalorizzazione

COMPATIBILITÀ E BENESSERE

Un’opera si può definire compatibile quando è perfettamente integrata nell’ambiente e nella natura e il concetto di economia viene inteso non come il minor costo a breve termine, ma come il sistema che consente di evitare gli sprechi e le esternalità. Per fare questo occorre una visione olistica e un approccio pluridisciplinare che dà priorità al bene comune anziché al profitto individuale.

Lo scopo del costruire è il benessere degli abitanti, inteso come uno stato psicofisico cui concorre la salute dell’individuo, l’equilibrio socio-economico e la cura dell’ambiente. In questa visione, l’edificio non è un oggetto a sé stante, slegato dal contesto, ma parte di un sistema interattivo e dinamico che considera gli elementi naturali (terra, acqua, vento, sole, vegetazione) e sociali (identità e appartenenza ai luoghi) come materiali fondamentali del progetto. Ovviamente, è fondamentale che il costruito sia realizzato con materiale che non presenti rischi sanitari e, meglio ancora, che abbia qualità che contribuiscano a sanificare l’ambiente.

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